Puzza di Trasformazione
La differenza tra l'Alchimia Spirituale e quella di laboratorio può sembrare sostanziale, invece è puramente formale, perché entrambe perseguono un percorso di trasformazione; nella seconda, quella di laboratorio, il concetto di trasformazione è più evidente. Abbiamo un crogiuolo vero, elementi chimici che reagiscono fra loro grazie al calore, mutano forma e qualità anche da un punto di vista visivo e olfattivo (mai provato a sentire l'odore di uno zolfo in ebollizione?). Semplice, basta cacciare la testa nel nostro calderone per vedere quello che succede; non a caso agli stadi di trasformazione della materia corrispondono dei nomi che le identificano in modo assolutamente inequivocabile come dei colori... abbiamo lo stato nero, la nigredo, quello rosso, la rubedo, e quello bianco o albedo.
Non Ë questa la sede adatta per discutere di questi dettagli, comunque andrei come spesso faccio fuori tema.
La questione della trasformazione nell'Alchimia spirituale è però ben più complessa, perché invisibile, ed avviene a livello interiore, nel crogiuolo del nostro cuore, nell'anima, nel profondo dei nostri stessi sentimenti.
Se, come dicevano i nostri fratelli nel passato, noi siamo il piombo alchemico ed il nostro compito è quello di trasformare questo piombo in oro, il concetto simbolico è quello di una trasformazione che ha il sapore ed anche il profumo della evoluzione, il cammino che come esseri umani siamo chiamati a percorrere di vita in vita nelle nostre varie incarnazioni, fino ad arrivare ad una perfetta fusione tra la nostra coscienza individuale e quella Cosmica.
Tutte queste parole sembrano molto belle, ed in realtà lo sono, solo che attuare questa trasformazione è qualcosa di molto meno poetico di quanto non sembri.
Un elemento chimico in trasformazione è diverso, irriconoscibile, dicevo che spesso ha un cattivo odore, il suo aspetto ci mostra la praticità di un mutamento il cui risultato finale spesso è incerto, ed il pericolo di sbagliare è sempre dietro l'angolo.
Spesso ho fatto paragoni tra il concetto di trasformazione alchemica e quello che avviene mentre cuciniamo. Acqua, farina, zucchero, uova, lievito, un po' di calore e pazienza, ed esce fuori una buona ciambella. La ciambella in sé però non è la semplice somma dei suoi ingredienti base. Basta un errore, troppo o troppo poco di un ingrediente, una temperatura di cottura sbagliata ed ecco che la proverbiale ciambella non riesce col buco.
Io ora posso comprendere appieno di essere in un processo di trasformazione inarrestabile e che sta attraversando una fase complessa e molto delicata. Non sono ancora una ciambella, non sono ancora oro alchemico, ma non sono più neanche gli ingredienti base, ho abbandonato la condizione di piombo.
Cosa sono adesso?
Chi sono adesso?La risposta è che non lo so, ma parte della risposta è che non posso saperlo perché è tutto in evoluzione, in trasmutazione.
Nel crogiolo alchemico gli elementi sono in fervore, in uno stato che francamente non riesco a distinguere.
Forse c'è ancora molto zolfo che puzza, sale che sfrigola, mercurio inarrestabile che mi sfugge dalle dita e non riesco a trattenere.
La verità è che nessuna trasformazione è indolore, insapore o inodore.
Quando intraprendi un percorso di Alchimia spirituale lo sai, lo sai benissimo, te lo hanno detto gli altri che hanno cominciato prima di te.
La differenza è che quando tocca a te ti senti impreparato, o forse non te ne rendevi conto di quello che questi discorsi significassero.
Ecco un'altro Mistero nel quale entrare, ecco un'altra Gnosi da accogliere.
Fa male, alcune volte, ma è così.
Pace profonda.
Severus Piton
Nuove Frontiere dell'Omeopatia.. non tutta la "aviaria" vien per nuocere!
Ogni tanto mi capita, ma la cosa è rara, di fare una battuta di spirito che sia contemporaneamente divertente ed intelligente; lo so, è una cosa rara, di solito me la cavo con qualche cazzata detta nel modo giusto, ma ogni tanto mi capita di dire qualcosa di carino. Oggi mi è successo, e con grande disappunto la mia battutta non è stata colta ed ho dovuto spiegarla.
Visto che voi siete un pubblico ben diverso, avete il palato fine, e siete in grado di comprendere un buon motto di spirito, vi rigiro la conversazione di questa mattina e poi giudicate voi...
Collega: "Senti un po', visto che tu te ne intendi di medicine naturali, cosa può prendere per chi ha un po' di influenza?"
Io: "Ah, beh, un buon brodo di pollo... è una cura omeopatica."
Collega (interdetto): "...omeopatica? Ma le cose omeopatiche non si vendono in farmacia?"
...
Perché voi l'avete capita, VEROOOO????
Pace Profonda
Severus Piton
Fui Colto da Bambino da una Terribile Visione di questo Mondo...
E' l'inizio di una canzone dei Current 93, proprio quella che state ascoltando in questo momento come sottofondo della pagina; ok, ho gusti musicali discutibili. Non intendo dire che ascolto teen-idols o poppettino commerciale o cose del genere... per discutibile intendo dire che ascolto molti gruppi con visioni su politica o religioni alquanto discutibili. Uno di questi è i Current 93, sui quali non ho alcuna voglia di dilungarmi su spiegazioni di destrorsismo anticristiano crowleyano, non è questa la sede idonea.
Dei Current 93 mi piace non solo l'atmosfera decadente, ma quella rassegnazione allo struggimento per il quale non c'è altro da fare se non soffrire, e soffrire per il fatto di non soffrirne abbastanza.
Oggi sono in vena di allegria, vero?
Comunque... non capivo ma c'era altro per cui le canzoni dei C93 mi toccano corde particolari. Poi alla fine si sono risvegliati ricordi della mia infanzia ed ho capito.
Ci sono canzoni nelle quali si parla di gravissime depressioni infantili improvvise o lutti di persone amate, ma non è il centro della mia attenzione... sullo sfondo degli eventi di cui si racconta delle canzoni avviene una cosa: l'Apocalisse.
E così mi sono ricordato che da bambino avevo frequenti fantasie ed immagini dell'Apocalisse, colpa del catechismo che mi aveva instillato questo quadro di devastazione per il quale avremmo dovuto pregare affinché venisse presto per liberarci dal peccato.
Mi ricordo al catechismo che ci parlavano dell'Apocalisse, della fine del mondo, del giudizio universale, ed io immaginavo tutto. Immaginavo che ad un certo punto il telegiornale avrebbe dato la notizia che era arrivata la fine del mondo, si sarebbe visto il cielo con colori orrendi squarciarsi e rivelare questi cavalieri spaventosi giganteschi fatti di luce scura, energia, solcare la terra e mietere morte.
Il sovrannaturale si sarebbe riversato nella realtà, sarebbe apparsa la Madonna ad annunciare l'arrivo del figlio che ci avrebbe giudicati tutti.
Riprendendo l'iconografia artistica immaginavo poi le persone giudicate una ad una nel cuore di città completamente devastate in uno scenario peggiore del post-atomico di The Day After, con la pelle staccata dal corpo, le urla, corpi sciolti e così via...
Al catechismo ci dicevano che tutto questo in realtà è una cosa positiva, perché se non abbiamo peccato, siamo andati a messa e ci siamo confessati e fatti la comunione a noi non sarebbe accaduto niente.
E così per anni da bambino scrutavo il cielo nei giorni di temporale temendo di vedere apparire questi mostri a cavallo pronti a devastare tutto.
A volte avevo queste immagini anche di notte, incubi apocalittici che non so come non hanno lasciato segni indelebili nella mia amabile persona.
Ecco, vivevo la religione come un sentimento di paura per l'arrivo di quel giorno, il "Dies Irae", come uno strumento che attraverso il sacrificio e la sofferenza in questa vita offerta al Signore mi avrebbe risparmiato da quei tormenti nel Giorno dei Giudizio.
Poi arrivò la maturità, mi sono affrancato da queste vere e proprie violenze psicologiche del catechismo, ed ho dimenticato quel periodo in cui da bambino immaginavo l'Apocalisse, fino al giorno in cui non ho riascoltato i Current 93.
Poi agli incubi apocalittici sono subentrati quelli atomici, dove la maestra di scuola ci aveva instillato il più fondato timore (intendo rispetto all'Apocalisse) che sarebbe scoppiata una guerra nucleare.
Così ai quattro mostruosi Cavalieri, alla Madonna che squarciano il cielo, ho sostituito i funghi dei missili nucleari, al posto dei dannati nei miei incubi c'erano gli irradiati ustionatii, e sempre comunque la notizia la dava un telegiornale.
In fondo forse non mi era mai passata, era lo stesso tipo di incubo nel quale l'effetto finale era lo stesso, ma cambiavano di poco le modalità.
Sentendo i Current 93 queste mie memorie infantili si sono scatenate, si sono liberate dall'oblìo cui il mio inconscio le aveva condannate.
Il sollievo è stato scoprire che non ero un bambino molto disturbato e che qualcun altro forse ha condiviso con me incubi apocalittici infantili; la differenza è che David Tibet, mente creativa dei C93 ha preso le sue visioni ed i suoi incubi e ne ha fatto bellissima musica. Io sto qui ad interrogarmi sul motivo per il quale ho nascosto questi incubi nella mia memoria, nella mia camera provvisoria di bed&breakfast, chiedendomi se stanotte il mio inconscio renderà omaggio alla mia infanzia riproponendomi quegli incubi tanto per gradire.
Se vi hanno interessato i miei discorsi sui Current 93 provate ad ascoltare la loro musica senza pregiudizi politico/religioso/esoterici... in particolare le due canzoni incriminate: The Signs in the Stars e Moonlight or othe Fields or other Dreams, capirete di cosa parlo.
In ogni caso vi auguro una notte serena, senza Apocalisse, senza incubi e
Pace Profonda...
Severus Piton.
Una Resa Incondizionata
L'Alchimia Spirituale è una disciplina tanto semplice che può apparire complicatissima a chi non sa fare a meno di quelle che in modo colorito possiamo chiamare "pippe mentali". Certo, è fatta di tante cose, disciplina, meditazione, respirazione, visualizzazione, suoni vocali, studio, letture, ma non è tutto; il bello (o il brutto, dipende dall'attitudine di ognuno di noi) dell'Alchimia Spirituale sta nelle pause tra una cosa e l'altra, in quello che succede quando meditiamo su qualcosa e quello che accade a darci la risposta esattamente alla cosa sulla quale stavamo meditando.
Non so che dire, non so come funziona, non so perché... ma è così che va.
Una delle componenti più importanti di tutto questo è la pazienza. Pazienza vuol dire saper attendere i giusti tempi per le cose... e questo che sto dicendo non è una grande rivelazione, me ne rendo conto.
In realtà pazienza vuol dire anche dare al corso del tempo una velocità che in quel momento noi non sappiamo cogliere.
In natura nulla avviene fuori dai tempi entro i quali le cose sono fatte per venire a compimento... i frutti della terra maturano solo quando il tempo è giusto, ed allo stesso modo le "reazioni alchemiche" che ogni giorno hanno luogo ne grande crogiolo, il nostro cuore.
Ora è il momento della pazienza per me.
Sono qui a Milano e di tempo per riflettere ne ho molto; a dire il vero non moltissimo visto che lavoro e la sera sono abbastanza cotto, ma di sicuro non ho le distrazioni a me familiari dell'avere le mie cose, i libri, i film e così via.
Ho ripensato alla mia vita negli ultimi cinque anni. Mai fermo, sempre per quello che ritenevo essere un ottimo motivo, in quella che ritenevo essere la città migliore, prima Padova, poi Bari, poi Roma, poi di nuovo Bari. Ogni volta mi rendevo conto che però forse il motivo per cui ci andavo non era dei migliori, e così ogni fase terminava e lasciava il passo al rientro a Bari, magari solo per preparare il terreno al nuovo trasferimento.
Ora sono qui a Milano, cosa capitata proprio nel momento in cui non pensavo sarebbe successa, e per un lavoro per il quale nessuno sano di mente avrebbe rinunciato in favore della precarietà della vita di un insegnante non di ruolo.
Ogni volta che ho immaginato la mia vita all'alba di ognuno di questi spostamenti ho sempre immaginato male; immaginavo di rimanere fermo in quella città, magari che quella determinata relazione con quella ragazza andasse avanti, invece nulla, tutto ciò che immaginavo cambiava forma, costringendomi a dover immaginare qualcosa di diverso pur di non farmi sentire in balia del vento.
Ora ci sarà un coretto fra voi che dirà "bravo, parli proprio tu che dovresti conoscere la filosofia del qui ed ora?"
Beh, si, parlo proprio io... se devo dire la verità non è che la storia del vivere "qui ed ora" mi convinca troppo; forse perché chi ne ha fatto una filosofia di vita ha snaturato il vero senso di questa frase in favore di un non voler in nessun modo pensare al futuro.
Allora mi chiedo se è vero quanto mi spiegavano ad un corso di bioetica all'università, e cioè che quello che distingue la persona umana è proprio la capacità di avere una sua progettualità nel tempo, seppur minima.
I fanatici del qui ed ora mi sembrano persone per le quali vale la pena rimandare tutto, impegni, scadenze... ed io non sono così.
Cercate di mettervi nei miei panni, negli ultimi anni ho vissuto cambiando diverse città, sentendomi davvero sbattuto dal vento, come facevo a non pensare istitntivamente ad una ancora a cui aggrapparmi attraverso la progettualità, il voler immaginare la propria vita e darle un corso?
Ora di nuovo, copione simile per Milano, solo che la cosa è ben più permanente che non in passato, qui si parla di essersi trasferiti per un lavoro serio, non per un amorino adolescenziale. Qui non ho fatto le valigie per partire alla carica, ma ho dovuto aspettare di essere chiamato con i tempi che altri hanno deciso per me.
Ed intanto sentivo il vento alzarsi di nuovo, pronto a trasportarmi lontano, mentre cercavo un punto di riferimento, che ovviamente consisteva nell'immaginare e programmare la mia partenza secondo un piano che mi sembrava pratico, semplice e lineare. E già si vede che le cose sono cambiate rispetto al passato... il mio piano è stato stroncato quasi sul nascere, ho dovuto cambiare programmi. Pensavo che sarei venuto qui a Milano a prendere un appartamento, che sarei tornato a Bari e ritornato a Milano per prendere servizio ed iniziare il lavoro. Invece niente, la casa non me la scelgo io, me la danno loro, con i tempi loro, mi dovrò arrangiare un po' all'inizio.
Benissimo, allora penso che l'allestimento della casa seguirà un certo percorso, che farò le cose in un certo ordine, ma sinceramente ho già abbandonato l'idea.
Ecco la gran cosa, mi arrendo, basta, ho imparato la lezione.
Ho sempre cercato di combattere la sensazione di smarrimento progettando, programmando, percorrendo ed anticipando i tempi, ora... chi se ne frega, venga quello che deve venire, io sono qui, e sono pronto.
Si, a volte fa male, devi sradicare da ogni fibra della tua anima tutto quello a cui sei abituato e ricominciare tutto da zero, quindi è normale ancorarsi alle proprie certezze. Si è alzato nuovamente il vento in questi mesi, fa nulla, non lo contrasto, mi sono fatto un seme di Soffione pronto a librarmi e posarmi dove il vento deciderà, quando il vento deciderà. Quello che ho capito forse è che se il vento si è alzato per diffondere questo piccolo seme è perché da qualche parte c'è un terreno pronto ad accoglierlo e dare nuovi frutti.
Non lo nego, sono stanco di girare, vorrei fermarmi, sapere di essere arrivato in un punto, smettere di essere seme ed iniziare a vedere le radici spuntare e fermarsi nel terreno, ma tanto a cosa vale? Penso che ogni tanto mi piacerebbe vedere andare le cose come voglio io, ma tutta fatica inutile, ho offerto la mia resa.
Attenzione, offrire la propria resa consapevole non vuol dire ammettere una sconfitta, non vuol dire ammettere di non sapere cosa fare; vuol dire affidarsi a quel vento, non offrire resistenza, intralcio, ostacolo, provare quel piccolo gusto di libertà al quale molti di noi non siamo abituati.
Mi hanno detto che le persone care agli Dei sono chiamate a girare spesso il mondo; non voglio essere presuntuoso e pensare di essere tanto caro agli Dei, ma se mi trovo qui ne onorerò il motivo.
Pazienza se non potrò portare qui la macchina quando avevo pensato di farlo, se non potrò far arredare la casa nuova nei tempi che avevo previsto, o tutte queste altre sciocchezze... forse ho capito il modo in cui funzionano le cose.
Chi sono? Un Alchimista, che ora sta imparando la dura lezione della pazienza, del non basare la propria vita sulle aspettative, dell'affidarsi al vento e viaggiare senza aver programmato con mesi di anticipo cosa mettere in valigia.
Chi sono? Un piccolo seme di Soffione, e sono già in volo.
A tutti voi pace profonda.
Severus Piton.
Cosa fare a Milano quando sei morto?
Sono morto.
Ok, non proprio, non in senso letterale. Ma cosa vuol dire essere morti? Quando sei morto... beh, sicuramente la tua vita è completamente diversa da quando eri vivo, la mattina non ti svegli più nel tuo letto, non senti più i profumi della tua casa ai quali eri abituato, la tua stessa casa ora non ha più importanza... tanto sei morto.
Quando sei morto mangi cose diverse da quando sei vivo, vedi cose diverse da quando sei vivo.
Cosa succede quando sei morto? Beh, io non lo so, ripeto non sono morto in senso stretto, altrimenti questo post sarebbe una bella figata, vero?
Alcuni pensano che quando muori vai in Paradiso o all'Inferno a seconda se sei stato buono o cattivo in vita, altri pensano che quando muori tutto finisca nel nulla, quindi che la tua vita come l'hai vissuta prima finisca nel nulla e tutto ritorni ad essere polvere. Altri pensano che quando muori ti reincarni in un altro essere umano, inizi una nuova vita in un nuovo corpo, in un nuovo luogo, in un nuovo tempo. Comunque la pensiate, nessuno di voi, di noi, sa esattamente cosa succede quando sei veramente morto. In ogni caso possiamo pensare che un tratto comune a tutti sia credere che quando sei morto la tua vita precedente termina al 100% in funzione di una nuova vita che inizia da zero.
Ecco perché io sono morto.
Dunque, il mio ultimo post risale a quanti mesi fa? Due? Tre? Qualcosa del genere. Nel frattempo io sono morto, e sono rinato a nuova vita.
Prima di tutto il mio stile di vita, tutto diverso, ora ho un lavoro, un lavoro regolare e molto ben pagato, un lavoro completamente diverso da quello che avevo prima, che non c'entra assolutamente nulla con quanto ho studiato in vita mia. Prima differenza. Ora la mia vita è regolata da un orario di lavoro completamente diverso, la mattina dalle 8 fino al pomeriggio quando mi concedo abbastanza ore di straordinario ben pagato.
Prima qualcuno pensava alle mie necessità, lavava e stirava i miei abiti, mi preparava da mangiare (a meno che non desiderassi prepararmi io qualcosa di particolare), puliva la mia camera, badava a molte mie necessità. Ora devo pensare a tutto da solo; devo andare a fare la spesa e cucinare la sera, mentre pranzo ho un servizio mensa (in certi giorni del tutto insoddisfacente però), devo portare i miei abiti in lavanderia, pagare ed andarli a riprendere. C'è però qualcuno per ora che bada alla pulizia del posto dove vivo ed alle necessità ad esso collegate.
Quando mi sveglio la mattina non mi sveglio più nel mio letto, ma in un altro letto di quella che per ora è la mia casa fino a quando non potrò effettivamente chiamare casa un appartamento che occuperò entro un mesetto.
E soprattutto... quando la mattina mi sveglio e la sera mi addormento, apro e chiudo gli occhi in una città completamente diversa dalla mia Bari. Infatti ora vivo a Milano!
Ho lasciato la precaria carriera scolastica per un comodo ma impegnativo lavoro in una prestigiosa banca... la banca più importante che potete trovare in Italia.
Ho lasciato a Bari tutto... famiglia, genitori, amori, affetti, amici, le mie cose, i miei oggetti, gli strumenti musicali, i libri, i film, molti vestiti, tutte le cose inutili che rendono di una camera la propria camera e sono venuto qui a Milano, con lo strettissimo indispensabile per vivere, in attesa sempre che a marzo io possa occupare l'alloggio che ho avuto in assegnazione.
Per ora è come se vivessi in una camera d'albergo, comoda, pulita, servita di tutto, perfino di adsl, ho il frigorifero, una cucina da utilizzare, la tv, un letto ed un bagno privato con doccia. Ottima per arrangiarsi un paio di mesi.
Quindi proviamo a fare il riassunto. Prima e dopo.
Prima: insegnante precario, vivevo a Bari con famiglia, fidanzata ed amici, in casa con i genitori, in una stanza con le mie cose, pochi soldi guadagnati con estenuanti supplenze e turni di notte in compagnia di mezzi-teppisti, avevo i miei orari, le mie routine, le mie abitudini, i miei posti da frequentare e così via.
Dopo: prestigioso bancario agli inizi di una brillante carriera, vivo a Milano, praticamente da solo salvo per la compagnia di qualche collega neo-assunto come me quando usciamo a berci qualcosa insieme o a mangiare un boccone, vivo in una camera di un bed & breakfast dove ho a stento potuto portare i vestiti per il lavoro e qualche maglioncino per i momenti di svago fuori dalla banca, senza i miei libri, senza la mia musica e i miei film, senza poter suonare i miei strumenti musicali, guadagno bene (appena prendo la prima busta paga...), ho orari umani, posso fare straordinario ben retribuito, ed i miei colleghi sono quasi tutti persone civili, non ho ancora delle abitudini e routine, conosco un paio di posti che vale la pena frequentare.
Perché io qui a Milano è un po' come se fossi morto, capite... prima e dopo.
Tutto completamente diverso, una vita tutta nuova, come dopo essere morti.
Ora, il nocciolo di tutto questo estenuante post scritto in treno mentre vado a Roma per passare un weekend di studio sul massaggio bioenergetico è: cosa c'è di bello da fare a Milano quando sei morto come me?
Vorrei conoscere gente, vedere posti, parlare con qualcuno, fare qualcosa, qualsiasi cosa, anche dire "guarda, stasera non esco, mi va di starmene a casa a vedere un film" perché ho scelto di non uscire e non perché non ho altre alternative. Mi capite, vero?
A voi che avete avuto la bontà di leggermi in questo anno di blog, che avete conosciuto qualcosa di me, a voi che mi leggete da pochissimo tempo, a voi che leggete questo post come prima cosa, a voi che vi siete domandati sei io non fossi morto sul serio (intendo sottoterra)... beh, eccomi, sono tornato, morto e pimpante più che mai, rinato all'ombra della Madunìna.
Se avete qualche suggerimento su cosa si può fare a Milano quando sei morto, eccomi, ascolto molto volentieri proposte interessanti.
Presto tornerò anche con i miei verbosi articoli sull'Alchimia Spirituale, per chi fosse tanto masochista da sentirne la mancanza.
Un augurio di pace profonda.
Severus Piton, ex professore di Hogwarts, ora nella divisione Tesoreria della Gringott
Cronache di un Futuro Possibile
Stamattina è successo un fatto strano... fuori dalla porta di casa ho trovato una copia di un quotidiano nazionale. La cosa strana è la data che recava... il 22 giugno 2006. Ho subito iniziato a leggere ed ecco un paio di articoli interessanti.
Ancora Scontri Fuori dai Cinema.
Terzo giorno consecutivo di scrontri e manifestazioni fuori da cinema e multisala in molte città italiane dall'uscita de "Il Codice Da Vinci", film di Ron Howard tratto dal controverso best-seller di Dan Brown. Quella che era iniziata in alcune cittadine americane come silenziosa protesta dei gruppi cristiani radicali per scoraggiare gli spettatori dall'entrare al cinema a vedere il film, si è diffusa rapidamente in molti Paesi europei tra cui l'Italia, assumendo forme molto aspre fino ad arrivare allo scontro aperto.
Dodici gli arresti di ieri nella capitale tra i dimostranti che cercavano di impedire l'accesso ad uno dei cinema dove si sarebbe tenuta la proiezione; il proprietario della sala ha dovuto chiamare le forze dell'ordine per consentire un corridoio di accesso fra le due ali di manifestanti che hanno reagito spintonando ed incatenandosi alla porta d'ingresso del cinema.
"Dovrebbero difenderci", grida G.L. prima di essere trascinato via dalla polizia, "ed invece consentono che questo film sia proiettato, noi non aggrediamo nessuno e ci arrestano... viva il Papa, viva Gesù Cristo."
Il copione si ripete identico da tre giorni in quasi tutte le città italiane, i manifestanti, ora riuniti sotto il nome di "Cristo è Verità", si danno appuntamento tramite sms o nei numerosi blog su internet di ispirazione Cristiana e scelgono i cinema di fronte ai quali inscenare la protesta, e picchettano l'area con cartelloni e manifesti scoraggiando chiunque stia per entrare a vedere il controverso film. La storia, lo ricordiamo, è tratta da un romanzo che analizzando dipinti di Leonardo ed altre opere d'arte ipotizza uno scenario storico secondo il quale Gesù avrebbe sposato la Maddalena ed avuto una sua famiglia, screditando così la storia ufficiale della Chiesa delle origini.
"E' un film pieno di menzgne tratto da un romanzo pieno di menzogne, sentiamo il dovere morale come cristiani di impedirne la visione... è un insulto", recita uno dei manifesti del gruppo Cristo è Verità, ma molti degli aderenti a questo movimento non disdegnano forme di protesta più aspre. Dopo il primo giorno si è passato allo scontro fisico fra i manifestanti e gli spettatori, scontri che si sono via via più accentuati e politicizzati dopo le dichiarazioni di solidarietà ai dimostranti da parte del gruppo neofascista XXRXX XUXXX.
Necessaria si è quindi resa la presenza di polizia e carabinieri per rendere possibile l'accesso alle sale di proiezione e per mettere in stato di fermo i più facinorosi.
"Sembra di stare allo stadio... è solo un film, lasciateci entrare, sappiamo pensare con la nostra testa" grida da dieci minuti G.S. mentre la polizia fa da mediatrice per evitare ogni scontro; dall'altra parte gli risponde qualcuno tra la folla "Se è solo un film leggi la Bibbia piuttosto, lì c'è la verità".
Almeno per questa volta lo scontro si è evitato, siamo ad Avellino, ore 20,30, i manifestanti lasceranno entrare gli spettatori, ai quali però viene consegnato in cambio dell'ingresso un libro ciclostilato dal titolo "La verità della Chiesa contro le menzogne di Dan Brown"; il pubblico accetta il libro, entra a vedere il film ed i manifestanti sono contenti.
Quello che sembrava un fenomeno di costume ora preoccupa seriamente il mondo politico, impreparato ad affrontare una emergenza di questo tipo; numerosi comuni del nord-est guidati da giunte leghiste hanno ritirato la pellicola impedendone la proiezione a monte. Il sindaco di XXXXXXX ci spiega: "Non accettiamo queste provocazioni massonico-comuniste, così si fa il gioco degli islamici."
L'onorevole XXXXX dei Verdi ha dichiarato: "questo è un gravissimo attacco alla libertà personale di tutti i cittadini, una fatto inaudito è quello di impedire la libera visione di un film che non ha nulla di violento, di scabroso o di pornografico." Voci unanimi anche da DS e Margherita, XXXXXXX dice: "Fermo restando la sacrosanta libertà ad esprimere le proprie opinioni manifestando pacificamente, qui si travalica ogni diritto quando si impedisce ad un cittadino di potersi recare a cinema per vedere un film, tratto da un romanzo che solo in Italia ha venduto milioni di copie ed è ampiamente conosciuto, quindi non dice orma nulla di nuovo. Perché se ne ricordano adesso?"
Più duro il commento dell'onorevole XXXXX dei Comunisti Italiani che parla di "intollerabili ingerenze della Chiesa nella vita pritata e culturale degli italiani. Si tratta di manifestazioni evidentemente pilotate dall'alto, e la presenza dei fascisti di XXXXX XXXXX lo dimostra."
Di tutt'altro parere molti esponenti della Casa delle Libertà, l'onorevole XXXXXXXXXXX esterna: "stiamo subendo un attacco come uomini e come cristisni in Italia e nel parlamento europeo da molti anni, ci fanno vergognare delle nostre radici, della nostra cultura e della nostra tradizione. Per una volta alziamo la voce per difenderci, e non per attaccare gli altri, per difenderci da menzogne storiche che da troppo tempo ci piovono addosso senza tregua. Fanno bene le persone che come cristiani si sentono in diritto di manifestare contro questa infamia. Per quanto riguarda la violenza mi chiedo da dove provenga in realtà, chi siano i primi facinorosi ad iniziare."
Anche nella Chiesa si alzano voci contro il film, da parte del Cardinale XXXXX: "Se il film fosse stato un attacco all'Islam queste manifestazioni di protesta sarebbero subito state accolte da applausi da parte del mondo politico, ora invece è scomodo e dà fastidio quando sono i cristiani ad esercitare il proprio diritto a difendere la propria identità, condannando comunque ogni forma di violenza."
Dopo tre giorni di scontri e proiezioni i gestori delle sale cinematografiche si chiedono se continuare a tenere in programmazione la pellicola, che secondo le previsioni avrebbe dovuto battere ogni record di incassi, mentre ora rischia solo di vedere allontanare le persone dal cinema e provocare anche danni materiali fuori per le strade.
Nei blog cattolici si esulta, si parla di vittoria, di segno della presenza di Gesù, ci si scambia racconti sui picchettaggi nelle città d'Italia e d'Europa, ma ci si dà anche appuntamento alle prossime manifestazioni, le città sono tenute in codice per non farsi capire dall'esterno ed affiorano nomi come "Porco, Trepalle", e così via, forse in riferimento a S. Antonio o S. Nicola, e quindi forse Padova, Bari e chissà dove. Ci si incontra per pregare insieme e si preparano i cartelli e gli striscioni. Gli ordini sono tassativi, evitare gli scontri e le provocazioni, ma con un'inquietante aggiunta "quando è possibile".
Di altro tono i luoghi di ritrovo reali ed informatici dei pro-film, dove si studiano azioni di resistenza per garantire l'ingresso alla sala.
Domani, dalle ore 18,00 in poi riapriranno i cinema e non meravigliatevi di dover entrare scortati dalla polizia.
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Una Serata al Cinema.
Tre giorni di manifestazioni e scontri fuori dai cinema da parte dei gruppi "Cristo è Verità" per boicottare la visione del film di Ron Howard "Il Codice Da Vinci" tratto dall'omonimo romanzo dell'americano Dan Brown, professore universitario col pallino dei misteri della storia che ci propone una versione della vita di Gesù molto diversa da quella offerta dalla Chiesa e dai Vangeli canonici. Il libro è stato letto da milioni di persone in Italia negli ultimi anni, ma perché tutte queste proteste solo ora che è uscito il film? Decido di scoprirlo, vado al cinema, so che ci dovrebbe essere una manifestazione fuori dal Warner Parco de' Medici a Roma, mi vesto e mi attrezzo con un registratore portatile e vado. Ore 20,00 il film inizia tra mezz'ora parcheggio e vedo alcune macchine con volantini al parabrezza, ne prendo uno e leggo: "Non avvelenare la tua mente di bugie, solo nel Vangelo trovi la verità. Risparmia il tuo denaro..." e sotto un indirizzo internet da cui scaricare gratuitamente un libro dal titolo: "Le Verità della Chiesa conto le Bugie di Dan Brown". L'aria di giugno è un po' umida ma non fa troppo caldo, vedo movimento vicino all'ingresso, accendo il registratore ed affretto il passo. A metà strada mi vengono incontro due giovanotti con al collo il "Tau" francescano di legno, mi chiedono se vado al cinema e se vado a vedere Il Codice da Vinci; dico loro di si, ma non dico di essere un giornalista. Sono sorridenti, mi chiedono in che modo possono farmi cambiare idea, rispondo che non voglio discutere con loro e vorrei solo vedermi il film, ma dico anche che ho preso un volantino e leggerò il libro da scaricare su internet. Sono contenti quando glielo dico, ma insistono, dicono che il film è una offesa alla Chiesa come principio di verità, in quanto mette in discussione i Vangeli come documento storico. Rispondo che so già queste cose, e gli rigiro la domanda, gli chiedo come mai si sono ricordati oggi di manifestare e non quando è uscito il libro. Loro dicono che non sanno, che questa cosa è nata adesso, così, spontaneamente, che non è vero quello che scrivono i giornali comunisti; chiedo loro cosa non è vero, che cosa scrivono questi giornali, e la risposta è che non è vero che è un movimento spinto e finanziato dall'Opus Dei, loro sono lì spontaneamente, leggono degli incontri sui blog e partecipano. Chiedo loro se sanno chi siano gli autori di questi blog, ma non sanno neanche questo, li conoscono solo per "nickname", il nomignolo che ci si dà in rete.
Capisco la loro strategia, cercano di farmi perdere tempo ed entrare in ritardo, ma sono abbondantemente in anticipo e mentre parliamo cerco di fare piccoli passi verso l'ingresso, anche se uno dei due giovani a turno mi para la strada. Più avanti verso l'ingresso del cinema la situazione è peggiore e non trovo gli stessi sorrisi e la stessa cordialità dei miei interlocutori, campeggiano cartelli e striscioni come "La Chiesa è la Verità", "Basta con le Menzogne su Cristo", ma anche un paio di bandiere con la croce celtica. Chi riesce a divincolarsi dalle coppie di "persuasori verbali" se la vede con gli insulti dei manifestanti tenuti a bada dalla polizia; "siete dei Pagani", "vergognatevi e chiedete perdono a Dio", e così via. Sono scene tipiche della Bible Belt americana, gli stati del sud conservatore dove si manifesta in questo modo fuori dalle cliniche dove si praticano gli aborti.
Spuntano copie del famoso libro fotocopiato, uno dei capetti dei manifestanti parla con un rappresentante della polizia, vuole accordarsi con loro. Cerco di fare domande ad un poliziotto il quale all'inizio non vuole rispondermi, poi cede e mi dice che la storia è sempre la stessa, i manifestanti accettano di far passare gli spettatori del film se in cambio questi si fanno consegnare una copia fotocopiata di questo libro, dice che è sempre così.
Sono ormai a pochi metri dai cancelli e gli schieramenti sono netti... i manifestanti a ridosso delle porte e la polizia che fa da cuscinetto tra loro e noi spettatori per evitare lo scontro fisico. Scattano insulti da entrambe le parti, gli spettatori che vorrebbero entrare a vedere il film si mantengono su di un generico "ma perché non si fanno gli affari loro? Mica io vado da loro a dirgli che film devono vedere, no?", mentre dall'altra parte si cantano canzoni di Chiesa (ma anche un paio di "Boia chi Molla", ci sono chitarre e tamburelli come se non fosse un picchettaggio fuori da un cinema, ma una giornata mondiale della gioventù.
Poi la svolta, un poliziotto al megafono ci dice che se vogliamo che tutto vada tranquillo e che non ci siano scontri i manifestanti ci offrono un libro, se lo accettiamo ci fanno entrare a vedere il film. Un anziano signore dice "Manco per niente, glielo sbatterei in faccia quel libro." poi si calma, pian piano la polizia ci apre un varco ed entriamo lentamente, ma sono in pochissimi ad accettare il libro dalle mani di due ragazzi che si sono messi alla porta principale ccon due scatoloni pieni. I manifestsanti protestano per lo scarso successo della loro iniziativa editoriale, ed il poliziotto con il quale avevano trattato dice loro che non può mica costringere la gente a prendere quel libro. Finalmente entro.
Non darò giudizi sul film, non sono un critico cinematografico, ma posso dirvi che se vi è piaciuto il libro vi piacerà anche il film.
All'uscita trovo molte di quelle poche copie fotocopiate accettate in cambio dell'ingresso buttate nei cestini della spazzatura, ed una volante a presidiare per controllare che non sia successo altro. Mi avvicino ed ora presentandomi come giornalista sono più loquaci, dicono che stasera è andata molto bene, ma in altre città si arriva alle mani direttamente, e che oggi pomeriggio a Roma ci sono stati arresti. Brutta storia. E tutto per un film.
Mi chiedo cosa accadrà quando uscirà in DVD tra qualche mese.
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Cronache di un futuro possibile...
Tutto è frutto della mia immaginazione malata, vi prego, tenetene conto, anche se potrebbe accadere qualcosa del genere. Ho voluto omettere i nomi con delle XXX, penso sia meglio così.
Se troverò altri giornali del futuro magari vi trascrivo qualche articolo.
Severus Piton, prof.
Evidentemente...
Qualche giorno fa ho rivisto per caso una persona... beh, non vorrei entrare nelle descrizioni, lei non mi conosce come "blogger", ma se c'è una possibilità per la quale questa persona possa leggere il post e capire che sto parlando di lei, sono sicuro che viste le leggi di Muprhy si verificherà.
Insomma, questa persona è una donna sulla quarantina, la conosco dal 1997, ci siamo incontrati in un corso di una tecnica bioenergetica di cui non farò il nome per lo stesso motivo. Persona apparentemente molto solare, sempre con la risposta pronta a tutto, ma a suo dire con un percorso ancora lungo e difficile. Beh, chi non ce l'ha?
Sono passati gli anni, non ci siamo mai frequentati regolarmente, solo ci siamo visti quando ho bazzicato un ambiente di meditazione qui nella mia città, e poi ho lasciato per continuare con le mie gambe. Mi sembrava che lei fosse rimasta tale e quale; lo so che sembra una cosa bella da dirsi, in realtà con questo mi voglio dire che mi sembrava dicesse e facesse sempre le stesse cose di quando l'avevo conosciuta. E passano altri anni...
Io ho completato il mio studio di questa tecnica bioenergetica conseguendo il gradino più alto, lei rimane sempre a meditare con quel maestro. Ogni volta che ne parla le brillano gli occhi, ne parla sempre in toni entusiasti. E ci credo... glie l'ho fatto conoscere io. E già, perché quando ci siamo conosciuti nel '97 ed imparavamo questa famosa tecnica studiavamo con una persona "tal dei tali"; io dopo un po' ebbi a che ridire sui suoi metodi dogmatici, arroganti e con la presunzione di chi si sente un illuminato in terra... e me ne andai.
Volevo continuare gli studi e trovai un altro insegnante, una persona molto buona, completamente diversa dal primo, e lo feci conoscere ad altri miei amici che condividevano con me quel percorso di studi.
La mia amica quindi, dal '97 ha continuato a frequentare questo "maestro" e fare meditazione con lui ed il suo gruppo tutte le settimane.
Si, lo so che mi sto perdendo nei flashback, ma vorrei dare un quadro chiaro della tipologia di persona, prima di raccontare quello che è successo quando l'ho rivista qualche giorno fa.
Passa ancora del tempo, ed io vado per la mia strada; ho appreso molte cose da questo maestro a cui rimango legato con affetto, ma la mia strada doveva essere altrove, e così continuo a studiare, giro anche l'Italia per mille motivi, ma ogni tanto quando torno a Bari incontro questa persona e magari le racconto qualcosa di nuovo e di bello che ho imparato. E lei, con gli occhi sempre scintillanti di "Luce ed Energia" mi fa notare come "ci è stato insegnato che le cose più semplici sono le più efficaci." Bella frase fatta ad effetto, che mi dimostra che non mi aveva ascoltato per nulla. Io le raccontavo che avevo appreso una nuova tecnica, che l'avevo combinata con la prima ed avevo avuto dei risultati eccezionali, e lei mi ripagava con questa frase che, notare bene, parte dalla premessa che qualcosa "ci è stata insegnata". Qualora mi avesse detto "abbiamo imparato che..." avrei anche potuto rispettare questa conoscenza ottenuta tramite l'esperienza, ma prendere qualcosa come dogma solo perché "ci è stato insegnato..." mi sembra sconfortante. Comunque lasciai perdere quel discorso e la ascoltai un po'... diceva sempre le stesse cose di qualche anno prima, condite ed infarcite dalla parola tipica di chi non sa che spiegazione darsi ma vuole trovarla a tutti i costi: "evidentemente..."
Esempio: "evidentemente le cose dovevano andare così... evidentemente non era il tuo momento... evidentemente non sono ancora pronta per..." e così via. Ma su "evidentemente" ci tornerò dopo; non è bello parlare con una persona che ti risponde a qualsiasi cosa tu dica con "evidentemente..." Ma non è la sola che conosco ad usare questa formula poco magica.
Tiro le mie conclusioni su quell'altro incontro e penso tra me e me... "abbiamo lasciato un maestro che ritenevamo arrogante e dogmatico e poi la ritrovo completamente condizionata a pensare e vedere le cose in maniera dogmatica anche se molto dolce". Perché un tratto comune dei soggetti "evidentemente" è che parlano tutti con una voce molto pacata, dolce, quasi rassegnata, e gli occhi scintillanti di "luce ed energia".
Finalmente l'incontro di qualche giorno fa... la vedo con un attrezzo al suo seguito, un ragazzo, il suo compagno, più giovane di lei, diciamo la mia età, vestito tutto di bianco, ma udite udite, con un maglioncino rosso messo di traverso sulle spalle come il saio di un bonzo tibetano. A vedere quella scena ho capito come sarebbero andate le cose. Lei me lo presenta come il suo compagno, lo saluto e mi scappa una battuta: "spero per voi che il vostro non sia un incontro karmico..." non l'avessi mai detto. Ora, per chi non lo sapesse, si intende con "incontro karmico" un incontro con una persona che si è già incontrata in una vita precedente, ma con la quale però abbiamo un debito da pagare di varia natura, pagato il quale l'incontro si scioglie e le persone tornano per la loro strada. Ad esempio, in una vita precedente ho mancato di offrire protezione ad una persona, la incontro in questa vita, sciolgo il mio debito dandole ciò che non le avevo dato nella vita precedente e poi ognuno per la sua strada. Molti possono trovare romantica l'idea di incontrare l'amore di una vita passata, ma quando questo accade è solo perché c'era un torto da ripagare prima di separarsi e ritornare ognuno al proprio cammino. Chi si occupa di vite passate e reincarnazione sa che il fine della nostra vita è evolversi, andare avanti, ed incontrare persone legate al proprio passato vuol dire rimanere ancorati a qualcosa che si deve sciolgiere per poter andare avanti.
Tornando a noi, non appena le ho detto "spero per voi che il vostro non sia un incontro karmico" il bonzo mi fa un sorriso enorme e dice "veramente sono cinque vite che proviamo a stare insieme..." volevo esplodere in una risata e rispondere a modo suo "evidentemente la vostra strada non è quella di stare insieme... ma mi sono trattenuto. Arriva lei, lo abbraccia per le spalle e dice "...ma sappiamo che questa sarà la volta giusta". Volevo sparire, trovare un muro a cui sbattere la testa e perdere i sensi.
Lei mi chiede dei miei studi e le racconto di tutte le cose che ho fatto in questi anni, della tecnica bioenergetica che ho perfezionato, degli studi di Alchimia spirituale, della meditazione, di tutto quanto, e lei, sempre col famoso sguardo e la famosa voce mi racconta che sta ancora facendo meditazione con quella persona. Torniamo a parlare del primo maestro, quello arrogante e dogmatico, e le racconto di alcuni episodi che non avevo gradito, ma lei rimane sorpresa e mi dice che ricorda esattamente altre cose, facendomi notare come "evidentemente ognuno di noi ricorda dei propri maestri solo quello che vuole ricordare." Mi giravano le palle molto vorticosamente! Scusate, ma tutta questa stupidità non la reggo. Alla fine, quando ci siamo salutati lui mi racconta che sta studiando all'università, gli chiedo quando gli manca e lui "tre esami... ma c'è tempo... verrà tutto al momento giusto." Entrambi stanno cercando una casa per poter stare insieme, e lui anche un lavoro, e tutto quello che stanno facendo è "dare energia alla situazione." Oh, che imbecille sono stato... anni di ricerca di lavoro tra giornali, colloqui e concorsi quando mi sarebbe bastato "dare energia alla situazione", ma è fantastico, perché non ci ho pensato prima?
Capite perché i new-ager proprio non li reggo?
Ho sempre pensato che i "maestri", quelli veri, prima di tutto sono quelli che non si pongono come "maestro", al massimo sono quelli che possono insegnarti qualcosa; poi un maestro non è per tutta la vita, a volte neanche l'amore dura per tutta la vita. Un maestro è una persona che può guidarci e consigliarci per un periodo di tempo, quanto basta per darci la spinta sul Percorso che poi ccontinueremo noi, con le nostre gambe. E soprattutto un maestro è chi ci ricorda che il vero maestro da seguire, quello che veramente ci accompagnerà per tutta la vita è il nostro "Maestro interiore", quella parte Divina di noi che non ci tradirà mai, che non sarà mai arrogante o dogmatica, quella che non ci darà mai la risposta "evidentemente", quella che conosce davvero il nostro bene supremo. Posso imparare un po' di tecniche di meditazione da Tizio e da Caio, ma se va avanti anni allora forse non ho imparato, sono rimasto ancora al punto di partenza.
Se la mia vita è un casino, è piena di problemi sia materiali che di ordine emotivo, "dare energia" non basta, a volte non serve a nulla se non mi rimboccco le mani e materialmente non mi adopero a cambiare le cose... concetto sul quale scrivo sin dal primo post di questo blog. E dirmi da solo o sentirmi dire "evidentemente ci vuole ancora tempo prima che..." è una consolazione che non serve a nulla, anzi, non è neanche una consolazione, è solo una risposta di chi non ha nulla da dire ma vuole dirlo a tutti i costi.
Allora non rispondetemi "evidentemente", perché se è così evidente non sono stupido e ci arrivo da solo, lo capisco, e comunque se è così evidente il tuo farmelo notare non aggiunge nulla di nuovo. Se ho molto freddo e ti chiedo un consiglio su come scaldarmi non dirmi "evidentemente è inverno"... grazie al piffero, lo so già, dimmi piuttosto che non sai cosa rispondermi.
Per fare una somma ho incontrato una persona che non ha fatto un passo avanti dal '97, è impelagata nelle stesse cose per quanto lei viva in un mondo di spiritualità, meditazione, e tecniche varie, che pure potrebbero risolvere i suoi problemi se le mettesse in pratica dentro di se, nel suo cuore, e non perché "ci hanno insegnato che..."
Penso ai new-ager come ad un coitus interruptus. Mi spiego... vedo persone che hanno deciso giustamente di indagare sul lato spirituale della vita per trovare un metodo di affrontare le loro cose in modo diverso, o anche per vedere la realtà che ci circonda in un'ottica più completa oltre a quella materiale. Poi succede che la maggior parte rimanga impelagata solo in questa realtà spirituale, perde il contatto con il mondo materiale, col mondo del fare e dell'agire, e per di più molti aspettano che sia il maestro a dare il consiglio su come affrontare e risolvere il loro problema.
Ma la vita, amici miei, è altrove. Loro stanno lì e meditano o provano tecniche di sciamanesimo californiano, ma spesso manca lo slancio, l'impulso di agire e portare tutte queste cose sicuramente belle ed importanti nella vita reale.
Alla fine il bonzo mi ha abbracciato dicendomi "che lo Spirito sia con te"; mi stava venendo di fare il classico scongiuro maschile o di rispondergli "e con il tuo Spirito", ma credo l'avrebbe presa come una risposta seria e quindi ho preferito star zitto. Penso però anche che poi in fondo non sia colpa di un "maestro" o dell'altro... credo che certe persone siano comunque bisognose di crearsi il loro dogma personale, sia che incontrino una persona che glielo impone loro, sia se incontrano chi li invita a sperimentare le cose da soli, in fondo la rigidità è sempre dentro noi stessi.
Evidentemente vostro,
Severus Piton, prof.
La Fame Alchemica in Podcast
Carissimi amici, lo so che è stato un periodo in cui sono stato silenzioso... ci sono state mille cose non tutte piacevoli che hanno assorbito gran parte della mia attenzione in questi ultimi due mesi, ma non me ne sono stato con le mani in mano.
La tecnologia è una cosa bellissima e mi piace pensare di poter sfruttare tutte gli strumenti che mette a disposizione. Per questo motivo sono felicissimo di annunciarvi la nascita del Podcast de "La Fame Alchemica"
Cos'è un podcast? Semplice... è una specie di radio via internet che potete ascoltare liberamente e soprattutto gratuitamente. Voi scegliete il canale che più vi piace, ed ogni volta che viene trasmessa una nuova puntata la potete scaricare ed ascoltare con comodo. Ho inaugurato anche io un podcast e da oggi potrete ascoltare gli articoli de La Fame Alchemica oltre che leggerli sul tradizionale blog.
Come funziona e di cosa avete bisogno? Semplice... vi serve un programma meraviglioso che si chiama iTunes. Se avete un Mac è già incluso e sapete perfettamente di cosa sto parlando; se avete un iPod anche, sapete benissimo di cosa si tratta. Se invece non siete così lungimiranti ed usate ancora un pc con Windows (ma che alchimisti siete?), non disperate, potete scaricare iTunes per Windows liberamente e gratuitamente su http://www.apple.com/it/itunes/download e capirete sicuramente la differenza tra un programma che legge gli mp3 ed iTunes (e capirete anche perché in tanti passano a Mac). Una volta installato iTunes selezionate l'icona "Podcast" nella barra a sinistra dello schermo e ricercate "La Fame Alchemica", il risultato è il mio podcast al quale potete iscrivervi gratuitamente e che vi segnalerà tutte le volte in cui aggiornerò le trasmissioni con una nuova puntata. Potete ascoltare gli articoli tutte le volte che volete, ripeto, è gratuito e libero per tutti.
Cercherò di aggiornarlo di sicuro una volta a settimana anche perché inizierò a rileggere i vecchi articoli oltre a postare anche i nuovi che si trovano qui nel blog. Insomma, uno strumento nuovo, potete ascoltare le mie letture alchemiche o leggerle qui, come preferite. Spero che questa idea vi piaccia... insomma, se vi iscrivete al podcast fatemelo sapere, mi fa piacere sapere che qualcuno apprezza il modo in cui impiego il mio tempo libero.
Ora sul podcast c'è un solo articolo, ma sabato mattina metterò anche il secondo, per cui... buon ascolto a tutti.
Pace profonda.
Severus Piton, prof.
Dialogo con la Dea
A volte mi fermo nella mia camera, lascio che tutto il mondo continui le sue faccende senza considerare che ci sono anche io, e mi prendo qualche momento di riflessione e preghiera. E' molto bello pregare direttamente il Divino senza che qualcuno si arroghi il diritto ed il privilegio di essere l'unico intermediario fra noi e il Divino. A volte mi risponde il Dio, altre volte la Dea... questa è l'ultimo dialogo che ho avuto con la Dea.
Severus: Madre, ti ringrazio per essere venuta qui a parlare con me.
Dea: Figlio mio, lo sai che io sono sempre con te, solo che spesso non te ne acccorgi.
S: Hai ragione, è vero... sai, avevo proprio desiderio di parlarti.
D: Lo so, vedo che hai appena fatto colazione, com'era?
S: ...buona...
D: E la chitarra?
S: Suona... ma che mi fai dire, la canzone di Jovanotti?
D: No no, intendo, e la chitarra? E' da ieri sera che è lì sul letto, non ti sembra sia il caso di metterla a posto?
S: Parli come mia madre...
D: Io sono tua Madre.
S: Si, hai ragione ancora... scusa, lo so che dovrei accoglierti in un posto più consono.
D: L'unico posto in cui puoi accogliermi è il tuo cuore, lo sai. Ora dimmi, cosa ti turba?
S: Perché dirtelo quando lo sai già cosa mi turba e mi preoccupa?
D: Si, lo so, ma voglio sentire come lo esprimi con le tue parole, quali scegli per comunicarmi la tua inquietudine.
S: Vedi, l'arroganza degli uomini mi spaventa davvero. Ognuno pretende per sé un ruolo esclusivo, tipo "Noi siamo la vera democrazia", "Noi siamo la vera religione", "Noi siamo la vera giustizia", e chiunque sia di parere opposto è un nemico da combattere. Ma insomma, cosa sta succcedendo a noi uomini?
D: Tu dovresti saperlo, non sei forse anche tu un essere umano, imperfetto come tutti?
S: Si, Madre, ma non per questo li capisco. Forse sarà questa la mia imperfezione, non capire cosa spinge certi uomini verso l'arroganza del potere.
D: Fa parte della vostra natura suddividere le cose in giuste o sbagliate, è per questo che siete dotati di un senso morale. Il guaio che con essa avete anche il senso del potere, e questo vi affascina, vi seduce e tendete ad accumularne sempre di più. Avete accumulato potere nei secoli tramite la violenza e la costrizione fisica, ed ora a questa avete affiancato la costrizione mentale. Arrogare su di sé certi privilegi o certe posizioni in via esclusiva è sicuramente una manifestazione di potere.
S: Ma ogni volta che qualcuno decide di affermare il proprio potere muiono persone, a volte migliaia, senza che nessuno se ne accorga, e addirittura qualcuno ne è anche contento.
D: Di cosa ti stupisci? La storia non ti ha insegnato nulla? Da millenni voi uomini, e con questo intendo veramente uomini nel senso di maschi, avete associato l'ottenere il potere con l'eliminazione fisica dell'altro, del diverso da voi. Ora siete semplicemente più "evoluti" se così si può dire, ed avete aumentato a dismisura le vostre capacità di distruzione, ma anche di persuasione. Del resto che gusto ci sarebbe a regnare su un cumulo di macerie fumanti?
S: Ma perché le persone si fanno imbrogliare da questa arroganza? Come fanno a non capire che tutto questo voler dividere l'umanità in buoni o cattivi in maniera così netta ci sta portando alla distruzione?
D: Perché state attraversando tempi difficili, figlio mio, i vostri sono tempi di cambiamento, lo sai che tra qualche anno la Terra vivrà un momento importantissimo per il cambiamento del suo equilibrio energetico. Avrete a disposizione risorse straordinarie, conoscenze fino ad ora impensabili, e tutto questo spaventa molto certi uomini.
S: Come? Spiegati meglio.
D: Questo salto che la Terra compirà vi permetterà di comprendere meglio tantissime cose, dall'uomo all'Universo, compresa l'energia e come funziona, e di conseguenza molte cose cambieranno. L'uomo inizierà a vedere le cose con occhi diversi e più aperti, e magari potrebbe arrivare a capire molte cose, cambiare radicalmente gli schemi economici e sociali.
S: Si, Madre, so a cosa ti riferisci, il famoso "salto quantistico" della Terra, ma sai, non è che io ne sia proprio convinto, e poi è una cosa in là da venire, mancano anni, io mi preoccupo di quello che vedo qui, oggi, adesso.
D: Il punto è che questo cambiamento è già avvenuto dentro di voi, la vostra società si è già mutata in senso centrifugo. Prima dipendevate per ogni cosa da una autorità centrale, ora potete gestire da voi molte cose.
S: In che senso?
D: Prima c'erano Imperatori e Re ai quali si demandava la gestione dell'interesse comune, ora scegliete da voi i vostri rappresentanti. Prima istituivate comunità religiose ai capi delle quali demandavate il compito di fare da intermediatori nel vostro rapporto tra il Divino e voi, ora invece state lentamente imparando a rivolgervi direttamente al Divino, senza chiedere l'intermediazione di un sacerdote o altro. Prima cercavate le informazioni in appositi spazi gestiti da persone che di professione vi raccontavano le notizie, ora invece siete voi stessi che riuscite a comunicare notizie ed informazioni tra voi ad un livello orizzontale come mai prima.
S: Credo di aver capito... vuoi dirmi che il senso è che l'umanità sta imparando lentamente a svincolarsi dal Potere ed è più in grado di amministrare da solo la cosa pubblica, avere un rapporto più personale col Divino e comunicare da persona a persona. In pratica certe strutture di governo stanno diventando inutili?
D: Inutili no, direi più... obsolete. Chi gestisce il Potere è sempre restio al cambiamento, ma i vostri tempi stanno cambiando molto rapidamente, anzi, siete voi stessi a contribuire a cambiarli, ecco perché il Potere ha paura e cerca di chiudere determinati spazi dividendo l'umanità a colpi di "chi non è con me è contro di me". Del resto però non è una novità. La vostra storia non è forse costellata da guerre di cultura, religione e potere?
S: Si, solo che qui si rischia l'estinzione. A volte sai, credo proprio che meritiamo di estinguerci. Abbiamo violentato e distrutto il nostro pianeta, la Tua incarnazione nell'Universo.
D: Si, mi avete fatto molto male, ma io ho i mezzi per rigenerarmi, e poi non sono sola nella mia battaglia.
S: A cosa ti riferisci?
D: Ognuno dei miei figli che si prende cura di me, che aiuta a proteggermi, che mi sostiene, è veramente degno di questo luogo.
S: Ma perché permetti tutto ciò?
D: Permetto cosa?
S: Perché permetti a certe persone di arrogarsi il potere, il diritto di dire ad esempio che rappresentano la vera democrazia e la vera giustizia? Perché permetti che delle persone ne uccidano altre in nome del fatto che si sono arrogati il diritto di dire che rappresentano un'unica vera fede?
D: Davvero mi stai facendo questa domanda?
S: Si, lo so, domanda stupida, abbiamo il libero arbitrio...
D: Certo che lo avete... avete la facoltà di non seguire chi vi costringe a seguire un sentiero che non è il vostro. A me non sembra, per esempio, che chi pretende di possedere l'unica vera fede, abbia molto potere su di te, no? Non continui ad adorare il Divino a modo tuo, a celebrarlo, ed a vivere secondo la tua coscienza? Non ti è stata data forse la possibilità di parlare con gli altri tuoi simili per dire loro il tuo punto di vista sulle cose? E non hai forse incontrato molte persone come te che non sono cadute nella trappola della divisione arbitraria tra bene e male e seguono una via alternativa? Non hai come tutti gli altri la capacità di distinguere tra ciò che è bene e ciò che è male per ciò che senti dentro realmente e non perché qualcuno ti dice in cosa devi credere?
S: Si, vero, e ce ne sono anche molte altre di persone che la pensano in questo modo, ma la maggioranza preferisce sentirsi dire cosa deve pensare, ciò in cui deve credere, cosa fare e come farlo.
D: No, su, dai, non sono d'accordo su questo. Questa è la tua inquietudine, ed ecco le parole che hai usato per esprimerla. Tu non hai fiducia nei tuoi simili.
S: Madre, non posso negare che sia vero... il punto è che ogni giorno che accade qualcosa di negativo, di sbagliato, ha più peso .
D: Tu non riesci a vedere nel profondo del cuore degli uomini come me... hai fiducia in me?
S: Perfetta fiducia e perfetto amore, Madre.
D: Ti dico però che bisogna che ognuno segua il proprio cammino, anche se lo porterà a farsi comandare dal Potere senza pensarci sopra.
S: Non so, veramente non so se sia giusto.
D: E' giusto... perché ognuno di voi, molte volte durante la vita, viene messo di fronte ad una alternativa, alla possibilità di vedere il mondo con occhi diversi e più autentici, di sentire col proprio cuore, ragionare con la propria testa, credere con la propria anima. Ci sono persone che sfruttano questa possibilità e ne fanno qualcosa di buono, altre che la rifiutano, anche più di una volta, ed altre ancora che accolgono questa possibilità e poi scoprono che hanno sempre agito conformemente al lodo modo di essere.
S: Questa possibilità... mi ricorda il film Matrix, pillola rossa o pillola blu?
D: Quello, se permetti è stato un bel colpo di ispirazione di cui il Dio, mio Consorte, è particolarmente fiero. A volte voi uomini avete bisogno che le cose vi si spieghino in maniera affascinante e coinvolgente per farvele capire.
S: Vuoi dire che è stato il Dio ad ispirare certe cose?
D: Più spesso di quanto pensi. Perché, vuoi forse dire che non scriverai a tutti di questo nostro dialogo?
S: Se posso farlo si, mi piacerebbe. Ma riflettendo su queste opportunità che Voi ci date per prendere in mano la nostra vita, ripenso a Matrix, e penso al fatto che tutti i protagonisti affrontano un momento in cui mettono in discussione la loro scelta, e si chiedono se non sarebbe stato meglio rimanere collegati a Matrix. Anche io ho avuto questi dubbi, e tu lo sai bene, ne ho parlato molto anche con il Dio. Sono dubbi terribili, ti chiedi se tutto quello che hai fatto fino a quel momento era la cosa giusta, se tutti gli ostacoli che trovi sul cammino sono prove da superare o il segno che ti trovi su di una strada sbagliata.
D: E tu quante volte ti sei messo in discussione?
S: Tante, Madre mia, davvero tante.
D: E cosa hai fatto poi?
S: Beh, lo sai... ho continuato a camminare per la mia strada.
D: Perché?
S: ...perché... era la cosa giusta da fare.
D: Allora lo vedi che sono proprio i tempi difficili a far venire fuori le persone per quello che sono?
S: Hai ragione, ancora una volta.
D: Pensa allora questo... se un periodo di difficoltà aiuta una persona a tirar fuori il meglio di sé, un periodo così particolare per tutta l'umanità vi aiuterà a sviluppare di più e meglio il vostro potenziale.
S: Non fa una piega; non posso neanche dire "speriamo che sia così", perché se lo dici tu sarà vero.
D: Invece no...
S: Come?
D: Ricorda... avete una opportunità collettiva, ma non è detto che la cogliate e che ne facciate qualcosa di buono. Pretendi forse che l'umanità tutta intera faccia una scelta coraggiosa? Lo sai che molti si tireranno indietro, non so dirvi quanti, so solo che dipenderà tutto da ognuno di voi.
S: Quindi siamo punto e da capo. Non si può fare nulla.
D: No, non è vero... tu puoi fare esattamente ciò che hai fatto fino ad ora. Continua a parlare, ma soprattutto continua ad essere un esempio per chi ti è vicino, e continua a seguire la tua strada. Non pensare a portare su di te il fardello degli altri, presto ognuno dovrà badare a sé. Non puoi fermare le persone una ad una e convincerle... e di cosa poi? Su tante cose non hai mica ragione tu.
S: Tipo?
D: Non posso dirtelo, ci dovrai arrivare pian piano, sei ancora molto giovane, ed hai tantissimo da imparare. Dico solo che se vuoi fare qualcosa di buono, rimani fedele al tuo cammino, e forse qualcuno vedrà che si può vivere la propria vita in modo diverso da come ha fatto fino ad allora, ed ancora, forse, ne trarrà le sue conclusioni.
S: Questo è quello che devo fare?
D: Per ora si, figlio mio.
S: Grazie, Dea Madre, le tue parole mi sono sempre di conforto... Torna presto a parlare con me.
D: Te l'ho già detto... io sono sempre con te, sei tu che devi prestare più attenzione alle mie parole.
S: Si, farò così... grazie, ti voglio bene Madre.
D: Anche io... quanto bene mi vuoi?
S: Tanto tanto tanto tanto tanto.
Severus Piton, prof.
Sulla Circolarità delle Cose
Una volta tanto vorrei portarmi avanti col lavoro e commentare qualcosa prima che accada... mi riferisco alla puntuale esternazione tonante del solito monsignor Tonini (o chi per lui a dimostrazione del fatto che è vero che i migliori ci lasciano per primi), il quale bofonchia il solito anatema contro la "festa Pagana" per eccellenza, Halloween, che ha colonizzato culturalmente i nostri "giovani", che assieme alla lettura di Harry Potter perdono di vista i veri valori Kristiani per perdersi dietro a Streghe e magia, e meglio farebbero a commemorare i morti anziché festeggiare con le zucche.
Tanto lo so, ogni anno è così, quindi tanto vale prepararsi.
Certo, da una parte penso che questa mania di Halloween ha davvero colonizzato culturalmente il nostro immaginario collettivo, anche se da secoli, sin dai veri tempi Pagani (ah, i cari vecchi bei tempi... sono nostalgico, che ci volete fare), eravamo abituati a celebrare questa festa con una iconografia tutta nostra, mediterranea. Si facevano i dolci a forma di ossa, si allestiva un banchetto vero e proprio in ogni famiglia apparecchiando e cucinando per i parenti defunti e così via... Si, a ben pensarci sono un po' infastidito da questa ondata commerciale che ha investito una festa antica di profondissimo respiro spirituale, ma poi penso che tra un paio di mesi è Natale e mi viene in mente che Natale è la festa in cui si fanno i regali e ci si abboffa, anche se a molti sfugge l'occcasione per cui si celebra quella ricorrenza. Pazienza, per lo meno la piccola soddisfazione di vedere tornare in massa una antica festa Pagana sulla quale il Kristianesimo non ha fatto in tempo a mettere le mani sopra e stravolgere con un suo significato, dato che tutte le altre "feste comandate" sono in realtà feste Pagane trasmormate ad arte secoli fa.
Quindi con buona pace di Tonini anche quest'anno ho messo mano alla zucca, e per la prima volta darò una festa vera e propria, stile horror splatter, con banchetto, proiezione di film, vestiti in maschera e così via. Ho voluto cedere alla tentazione del commerciale, perdonatemi, ma non per questo mi sento meno Pagano. In fondo per lo meno io la sento davvero questa festa, mi dice qualcosa di importante e sento davvero un motivo per raccogliere accanto a me i miei amici e divertirmi (soprattutto divertirmi a spaventarli con appositi scherzi e disgustarli con qualche filmino ad hoc).
Già, ma il significato? Beh, Halloween (Samhain) è il capodanno astronomico celtico, la fine e l'inizio del tempo che non è una freccia lanciata in linea retta da chissà chi verso chissà dove, ma un cerchio che si apre e si chiude.
Un momento per riflettere sulla circolarità delle cose, su come certe strade portino a destinazione solo quando le abbiamo percorse fino alla fine. La nostra vita è fatta da tante circolarità che noi per convenzione chiamiamo "fasi", le famose fasi della vita. Diciamo spesso "è una fase", "è un momento della mia vita", "si chiude/apre un capitolo della mia vita" e così via, no? Lo diciamo perchè inconsciamente siamo consapevoli del fatto che la vita non è un susseguirsi di eventi che si sovrappongono, ma una serie di fasi, di cicrolarità che si aprono e si chiudono. Nulla termina nella nostra vita senza che si apra un qualcosa di nuovo. Terminiamo gli studi ed apriamo la nostra vita di lavoratori, troviamo una compagna ed apriamo una fase di coppia, giusto per fare due esempi "a caso"; siamo sempre in movimento circolare, alcuni movimenti sono molto stretti, si chiudono presto e se ne riaprono di nuovi, altri sono molto ampi e possono richiedere una vita intera per essere ccompletati.
Riconosciamo dentro di noi la circolarità perché tutto l'Universo si forma su essa, pensiamo alla Natura ed alle sue fasi, pensiamo alla primavera, all'estate, all'autunno che porta l'inverno che presto lascerà spazio di nuovo alla primavera. In Natura nulla è fermo e nulla si muove su di una linea retta, ma sempre in cerchio. Poiché l'uomo è parte della natura (sebbe ultimamente stia facendo moltissimo per inimicarsela), perché dovrebbe sfuggire a questa legge? La circolarità ci dice che la morte non è la fine di tutto, che è il passaggio verso una nuova incarnazione, proprio come il seme che cade dalla pianta e durante l'inverno sembra morto per mostrare però in primavera la sua nuova vita.
Non a caso ad Halloween celebriamo la morte... la celebriamo per ricordarla come fase di passaggio, non come la fine delle cose; la celebriamo perché crediamo fermamente in una nuova incarnazione al termine di ogni vita, e pur provando dispiacere per i nostri cari che ci hanno lasciati non siamo sopraffatti dalla tristezza di saperli finiti nel nulla per sempre. Rispettiamo la morte, accettiamola come parte della Natura e dell'Universo, come ciò che accomuna ogni cosa sotto le Leggi Cosmiche, dal seme di pianta all'essere umano, in un cammino che deve condurci all'ultimo passo prima di poter ricominciare nuovamente.
L'Alchimista conosce ed asseconda la circolarità delle cose, la osserva nella trasmutazione degli elementi spirituali, capisce che la violenza in sé deriva dalla paura e la paura dall'ignoranza e getta luce per trasformare l'ignoranza in conoscenza, e la paura si dissolve nel crogiuolo facendo evaporare la violenza, e si chiude un ciclo. L'Alchimista sa anche che circolarità non vuol dire che le cose vanno e vengono, che ritornano sempre uguali, ma si sforzza di fare in modo che ogni riapertura del cerchio avvenga su basi diverse, senza camminare ogni volta in tondo sui suoi stessi passi. L'Alchimista sa che la vera circoarità non è chiusa, ma aperta. Il segreto, il Mistero, è che quando il cerchio si chiude non si chiude mai sullo stesso punto di partenza, ma si chiude sul punto d'avvio di un nuovo cerchio... che in reealtà il cammino non è in tondo, ma a spirale, sempre più ridotta, sempre più breve, fino a quando l'ultimo passo avviene nel centro della